![]() Categoria: Bands Review Titolo: Subsonica - Intervista con Samuel |
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I Subsonica presentano L'Eclissi alla galleria Neon di via Procaccini, Milano. Eclissi e Neon. Assenza e presenza, buio e luce. A cinque giovani artisti viene chiesto di raffigurare il tema dell'eclissi quotidiana, quella che avvolge le nostre giornate, quella che avvolge la nostra vita. E così T-yong Chung, artista coreano classe 1977, fotografa un cielo rannuvolato visto attraverso un cartoncino bucherellato, Monica Cuoghi e Claudio Corsello disegnano una maschera in controluce, Kristine Alksne, nata a Riga in Lettonia, realizza un altorilievo dalle forme evanescenti. Le opere sono appese alle pareti, bianche, e su di esse si posano gli occhi un pò distratti dei presenti. Che in una mano reggono il flute, nell'altra l'opuscolo grigionero che racconta dell' Eclissi. Quinto album, nuove idee ed un paio di storie da raccontare. Un lavoro più "impegnato" sul piano etico, più elettronico rispetto a Terrestre. I Subsonica tentano una lettura del presente, sparano a zero sul vuoto che prima o poi esploderà. Sull'epoca che ha smesso di percepire il futuro e ha dimenticato il proprio passato. Sui mezzi di comunicazione che fanno sempre più notizia e molta meno informazione. L'incertezza, l'Idleness della nostra generazione, aumenta a dismisura. E c'è ancora chi crede che esiste una crema antirughe. Violenza sui minori -Canenero- Gomorra -Piombo- vittime di guerra -Ali Scure- sono alcuni dei temi affrontati. C'è chi pensa che la situazione non sia buona e dall'alto di un cazzo ipnotizza gli ascoltatori con strani discorsi. Ma c'è anche chi non si accontenta di puntare il dito contro il presente; c'è chi lo abbraccia e canta della sua merda con la tecnologia che ha a disposizione. E dentro questa Eclissi ci sei tu e ci sono io. C'è lui e ci sono loro. Ci siamo tutti dentro. Dal primo all'ultimo. Compratevi il disco. Fè: In quale modo i b-side projects hanno inluenzato la realizzazione del nuovo album? Samuel: In realtà i b-side influenzano proprio la nostra vita. Dato che ci piace raccontare quello che accade intorno noi, essi diventano inevitabilmente parte di quello che facciamo. Negli ultimi anni ho dato vita ad un progetto dance (i Motel Connection n.d.r.) con una deriva cantautoriale. I Krakatoa sono invece un progetto interamente dance e parallelamente sto avviando una nuova etichetta discografica incentrata sulle produzioni "club". Questa cosa mi ha trasformato non solo in un cantante ma anche in un cantante che fa il produttore. Ho seguito la scena elettronica per molto tempo, soprattutto quella internazionale e underground e questo mi ha fatto venire voglia di scendere in campo. Ali Scure è un pezzo de L'Eclissi in cui ho dovuto vestire i panni del produttore come mai prima d'ora. Fè: Perchè Eclissi? S: Eclissi è una parola che rievoca un'immagine molto adatta al periodo che stiamo vivendo. Un periodo di completa assenza di visione del futuro, in cui le persone sono completamente concentrate su se stesse e darebbero la vita per stare davanti ad una telecamera. Si costruiscono attorno una realtà virtuale che li illude di poter uccidere il proprio vicino di casa senza passare la benchè minima conseguenza. Jack: i quindici minuti di celebrità di cui parlava Warhol, giusto? S: Esattamente. Come essere umani (o meglio: come Terrestri n.d.r.) possediamo sogni e desideri. L'unico modo che abbiamo oggi per poter vivere bene è quello di coltivare questi sogni. Negli ultimi tempi abbiamo perduto questa prospettiva. Quello che stiamo vivendo oggi è un periodo di oscurità che, speriamo, rievochi un periodo di luce. Fè: Abbiamo notato che il video de La Glaciazione è stato reso disponibile prima online, su MySpace, e successivamente sui canali tradizionali. Cosa ne pensi di questi nuovi mezzi di comunicazione? S: MySpace è lo strumento perfetto per attitudini di questo tipo. MySpace è la rappresentazione di se stesso: ognuno rappresenta il proprio ego in maniera digitale, proiettato sulla rete. Possiede una cerchia di amici che sente affini per scelte stilistiche e decine di altre motivazioni. MySpace è una ricostruzione in ambito digitale di un mondo che dovremmo avere intorno e che invece non esiste più. Una volta in provincia si stava nei bar a chiaccherare; oggi lo si fa su MySpace. J: Senti, prima quando hai parlato del titolo dell'album hai usato parole poco covenzionali. Parole cariche di pathos, che rimandano ad una personale visione della musica. Mi interessa sapere cosa significa per voi l'esperienza dal vivo, quale tipo di atmosfera cercate di creare. S: Innanzitutto sul palco riportiamo l'aspetto "vissuto" delle nostre produzioni: dal punto di vista testuale le parole rimangono le stesse, da quello musicale dobbiamo fare i conti col fatto che il nostro lavoro compositivo è svolto di fronte ad un computer. Scrivere un disco significa per noi accendere il PC e mettersi a lavorare, al contrario di tutte le band del mondo, eccezion fatta per dj e produttori, che entrano in sala prove e suonano. Quello che abbiamo fatto in Terrestre, anche se nessuno l'ha capito. Credo che con L'Eclissi la gente potrà capire meglio il passaggio che abbiamo avuto con Terrestre, che è un progetto destinato ad essere riscoperto. T: Come vedi adesso i tuoi vecchi album? Li riscreveresti allo stesso modo o subirebbero dei cambiamenti, per come sei tu ora? S: Noi abbiamo un'attitudine molto particolare: questo è un nostro ricordo che mi fa quasi tenerezza. Noi realizziamo un lavoro ed al momento di affrontare il successivo distruggiamo in maniera smodata quello precedente. Siamo davvero crudeli in questo: distruggiamo in ogni forma quanto appena fatto. Questo è accaduto con tutti gli album, a partire da Subsonica, un lavoro troppo orientato verso l'elettronica: l'abbiamo distrutto e abbiamo creato un nuovo album con più spirito soul. A sua volta questo spirito soul è stato distrutto durante la lavorazione di Amorematico, in cui i membri della band stavano attraversando un momento di spessore emotivo. Dopo Amorematico abbiamo cominciato ad avere la nausea del monitor e così ci siamo chiusi in sala prove senza mai aver scritto un testo, solo per suonare assieme. Ed è venuto fuori Terrestre. A quel punto, senza nemmeno accordare gli strumenti, ci siamo rimessi davanti al computer, portandoci dietro l'esperienza accumulata. Questo è il nostro modo di essere. E ci spiace che alcune persone lo vedano come un continuo tradimento: quando ti appassioni a un disco, quando c'è una canzone che rievoca particolari emozioni, sentire che il gruppo nel suo nuovo album ha preso una strada completamente diversa può lasciare spiazzati. L'onestà intellettuale a questo punto sta nel non riutilizzare una formula già usata e funzionante. Sta nel non rifare i Subsonica. J: a questo punto ti chiedo se ti piacciono i Primal Scream, poichè se c'è un gruppo che ha saputo continuamente rinnovarsi nel corso della sua carriera, è sicuramente quello di Gillespie. S: i Primal Scream mi piacciono molto. Se tu prendi i produttori di musica dance ed elettronica, vedi come loro non abbiano problemi a fare questo tipo di lavoro: l'elettronica non ha un legame temporale, ogni giorno si reinventa. Mentre stiamo parlando c'è un produttore che sta creando un pezzo che sarà lo specchio di domani. E noi abbiamo sempre adottato questo modo di avvicinarci alla musica. Oggi abbiamo fatto L'Eclissi ed è già vecchio. Intervista realizzata in collaborazione con Radio Lupo Solitario. |
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