Non ho ancora capito perch?, e lo giuro che mi spiace, ma quando leggo la biografia di un gruppo che si prepone dei fini artistici appena un p? elevati, sento puzza: sar? per esperienza, ma la maggior parte delle volte che mi sono imbattuto in cose simili si trattava di intellettualoidi spocchiosi che si limitavano a copiare qualche loro mito; pensavo che sarebbe stato anche il caso delle Officinalchemike.
Adoro sbagliarmi.
?Ho le mie buone ragioni? ? un concept album diviso in sezioni ?cromatiche? dove si uniscono, senza cozzare, spunti pop, rock, progressive, synth, sperimentazione, letteratura (i testi sono praticamente dei racconti messi in musica, e pure scritti molto bene), melodie che si inchiodano in testa (se vi capita o vi ? gi? capitato di incrociare in giro per Milano un cretino che canticchia ?la burocrazia rende pigri?, sappiate che sono io) e ottimi arrangiamenti, che riescono ad essere insieme semplici e complessi.
Pezzi come ?la ricetta? non si ascoltano spessissimo (e quando accade fa davvero piacere) ed in generale l?intero album ? assolutamente godibile, e mai pesante o pretenzioso. ? questa la scena che dovrebbe emergere in Italia, cazzo, non le Vibrazioni o banalit? simili.
Tracklist:
01. La farmacia di Barcellona
02. Qualcuno sopra di me sta tessendo trame incomprensibili
03. Visto da fuori
04. 4 mesi rinchiusi per riscoprirsi diversi
05. Mai avuti cos? tanti libri in sospeso
06. Lievincerteeze
07. La mia casa le mie gabbie
08. Bouganville
09. Ludovico ? aggiornamenti biografici
10. Ti far? a fettine
11. L?ultima cena a lume di candela
12. Lentamente inesorabilmente
13. la ricetta
14. traccia 14
15. traccia 15