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Cave In + Pelican - Spazio 211, Torino - 15/02/2006

Che tegata.

No, basta, che cazzo volete? Finisce cos?, tutto qua. come descrivere un evento del genere? TEGATA. Se non c'eravate tanto vale che vi impicchiate. Fine.

Va bene, mi impegno.

Ci terrei a precisare che Torino fa onco. Fredda, inospitale e irritata come una vecchia bagascia alla fine di un turno di nove ore sulla Vergiatese a gennaio. La prossima volta che qualcuno si lamenta di Milano lo porto a Torino e ce lo abbandono per una mezz'oretta. Preferibilmente in macchina. Poi vedrete se si lamenta. Il giorno dopo si ritroverebbe ad arrampicarsi sul Duomo per baciare la Madonnina (che tanto -ina non ?... cazzo, ? ENORME! stacca le teste a morsi!)...
Ma adesso basta cazzate, come disse il ginecologo iraniano al prete spagnolo. Il concerto. Dovevate esserci.

Aprono i Pelican. Mi erano stati definiti come stonerosi, ma ? come dire che i fondamentalisti islamici sono un po' nervosi. Sappiamo tutti che invece quelli sono incazzaaati, giusto? Ecco. I Pelican si presentano come un four piece strumentale di Chicago sotto Hydra Head, la stessa label dei Cave In, ma in realt? sono il diavolo in persona. Suonano quattro o cinque pezzi per un totale di circa un ora. Vi starete chiedendo come mai sono cos? vago. Vedete, quelli salgono sul palco e suonano queste jam acidissime e psichedeliche, tra lo stoner e il doom sfiorando il drone (pi? nell'intento che nella resa sonora: niente feedback ed ? meglio cos?). Mai fatto cos? tanto headbanging da quando avevo quattro anni e avevo scoperto Master of puppets. Finito il primo pezzo, me ne esco con un Wow! degno del famoso coniglietto che and? a trovare la Leonessa Puttanessa e guardo il compagno DogheaD (anche se in quel momento ero convinto di avere davanti il dottor Gonzo e io mi sentivo come Hunter Thompson):
Lui - "Sai quanto ? durato?"
Io - "Cinque minuti?"
Lui - "Un quarto d'ora."
Io - "Stai male!"
E cos? per tutto il concerto. Un viaggione. Totale. A chi servono le droghe con i Pelican in circolazione?

Arriva il turno dei Cave In, che dopo aver montato personalmente il palco (io avrei voluto urlare a Stephen Brodsky "Hug me! Hug me!" ma poi ho pensato che avrebbe anche potuto farlo sul serio e ho desistito) suonano un set devastante. Molti pezzi dal nuovo album Perfect pitch black (tra cui Screaming in your sleep, la strumentale Ataraxia su cui ho rischiato le convulsioni e a concludere Trepanning su cui ho visto un sorridente Doghead librarsi in aria per venire subito inghiottito da un furioso mosh) ma anche perle da Jupiter come la title track (su cui stavo piangendo), Big riff, Brain candle e Innuendo and out the other riservata per il momento del bis (alla fine dell'esibizione uno spettatore ha urlato a Brodsky "sei uno stracciafiletti!" e io spero con tutto il cuore che lui abbia capito). Non mancano classici del periodo pi? pesante del gruppo in cui il pubblico si abbandona a un mosh selvaggio. Ristretto (lo Spazio 211 ? molto piccolo e questo conferisce una dimensione ancora pi? onirica all'evento, come se Brodsky, McGrath, Scofield e Koller fossero venuti in Italia per suonare davanti a una cerchia di amici) ma selvaggio. Per questi pezzi canta il bassista Caleb Scofield. Spero di non vedere mai pi? un uomo cos? malvagio. Puro male.
L'esibizione vanta la presenza di un nuovo pezzo contente parti rabbiose in cui il "nuovo" batterista Ben Koller, proveniente dai cattivissimi Converge, sfoggia la sua violenza.
Purtroppo l'esibizione ? tormentata da problemi tecnici che in qualche momento hanno rischiato di rovinare il concerto. Ma le pause troppo lunghe tra i pezzi sono state abbondantemente ripagate dalla genuinit? e la carica della esibizione. Avete mai visto Brodsky ballare mentre suona? Parecchio divertente e inquietante. Sappiate che DogheaD balla nello stesso modo.
Concerto dell'anno? concerto dell'anno.

Aggiunto: February 20th 2006
Recensore: Threemileisland
Voto: 10
Link Correlati: Hydra Head Tour Dates
Hits: 248
Lingua: italian

  

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