Facciamo così: pensate all’immaginario gothic-metal (non gli Evanescence, né i Lacuna Coil, diciamo roba più underground e meno modaiola, ecco) e a tutti i luoghi comuni che vi vengono in mente al riguardo; nel demo dei Drammagothica ci sono.
C’è l’effetto sonoro del vento “landa desolata nebbiosa e deprimente”, c’è l’intro di tastiera con gli archi campionati tipo “la bella principessa col trucco pesante vestita di pizzo nero che scappa dal demonio/lupo/vampiro/Andrea Ferro”, c’è la voce simil-operistica e lamentosa, c’è la seconda voce che fa il controcanto in growl.
Breve parentesi sulla seconda voce: avete presente il compagno delle elementari o medie che tutti abbiamo avuto che sapeva dire frasi intere coi rutti? C’è pure lui, ma adesso ci canta e lo chiama “growl”(per farlo c’è un metodo, ovviamente, e consiste nel non cantare di gola ma di stomaco; vi assicuro che lui non fa nessuno dei due).
A parte gli scherzi, è davvero difficile trovare qualcosa di positivo in questo lavoro: i pezzi sono piuttosto banali, la registrazione non è davvero delle migliori (non insisterò su questo punto, so che una registrazione professionale costa ed è giusto che ognuno si arrangi come può), e la voce maschile è davvero improponibile.
Probabilmente mandando a lezione il cantante e migliorando la registrazione (almeno regolando i volumi degli strumenti in maniera decente, non dico tanto) i pezzi assumerebbero tutta un’altra faccia; ora come ora, il giudizio è decisamente negativo.
Tracklist:
01 - Inver No
02 - The lost soul echos
03 - The allegory of sadness
04 - The oblivion’s cradle