Avevo già visto i Tool a giugno, e devo ammettere che non mi avevano esaltato (come non mi esalta "10.000 days"), forse anche perchè reduce da due prestazioni maiuscole di Metallica e Depeche Mode all'Heineken due giorni prima; i problemi principali quella volta erano stati i suoni (l'ho dovuto leggere il giorno dopo che avevano aperto con "Rosetta Stoned"), la scaletta orfana di un paio di pezzi secondo me imprescindibili ("The Grudge"), la totale assenza di gruppo spalla e la durata troppo breve (un'ora e mezza possono suonare i Red Hot Chili Peppers, dai Tool mi aspetto minimo due ore): quindi, quando ho saputo che sarebbero tornati, oltretutto a Torino, la cosa non mi minimamente toccato.
Quando poi ho letto il comunicato stampa (dove fra le altre cose c'era scritto che la prima branca del tour di cui sopra era un assaggio, pagato dai convenuti 37 maledettissimi euro) dove si annunciava la presenza come gruppo spalla dei Mastodon, ho deciso che, fossero pure stati a Ladispoli, sarei andato; e poi mi sentivo in vena di dare una seconda chance ai Tool (nel comunicato stampa erano anche annunciati nuovi filmati proiettati sullo sfondo e laser "in stile pink floyd");
arrivo quindi in quel del mazdapalace di Torino appena in tempo per l'inizio dell'esibizione dei Mastodon: in una parola, distruzione.
I quattro di Atlanta sono saliti sul palco, hanno nuclearizzato il palazzetto e tutti i presenti, hanno ringraziato e se ne sono andati lasciando solo macerie fumanti: in tre quarti d'ora hanno sfoggiato una scaletta devastante, privilegiando soprattutto pezzi da "Blood Mountain" (in effetti sono un po' mancate alcune canzoni vecchie, tipo "March Of The Fire Ants" o "Blood and Thunder"), unico difetto i volumi un po' alti, nelle parti di doppia cassa era tutto un po' confuso. Prestazione ottima comunque, non vedo l'ora di vederli da headliner.
A seguire arrivano i Tool, senza farsi neppure aspettare troppo, partono a mille con "Stinkfist" e già si vede che un miglioramento dalla data di Milano c'è stato: i suoni sono ottimi, Keenan è a petto nudo e indossa solo una maschera antigas con incastrato il microfono (e comunque in generale se la mena un po' di meno, se non altro non da le spalle al pubblico), e in generale il gruppo appare più in forma; i tanto millantati giochi di luce non sono nulla di particolarmente esaltante, e la scaletta è ancora orfana di "The Grudge"; prevedibilmente il contatto col pubblico è ancora prossimo allo zero, ma credo che in questo non cambieranno mai (fa anche parte della loro immagine, in fondo) e dovremo farcene una ragione. In definitiva, meglio dell'altra volta ma comunque al di sotto di quelle che secondo me sono le loro potenzialità, soprattutto da un punto di vista scenografico (Adam Jones due scapocciate le potrebbe pure tirare).