E’ di fronte a dischi del genere che mi sorge spontanea la domanda: perché i Negramaro riempiono i palazzetti e questi non se li caga praticamente nessuno (suonano praticamente solo in Toscana ed Emilia, con immenso scorno del sottoscritto che ancora una volta maledice la strafottuta terra lombarda)?
I Maniscalco maldestro sono una realtà che va avanti da parecchio tempo, col coraggio e le ovvie difficoltà che purtroppo sono lo scotto da pagare quando si fa musica originale, complessa, curata ed estremamente divertente: i riferimenti che si possono cogliere vanno da Capossela ai Mr.Bungle (più nell’attitudine che nelle sonorità), dal prog italiano ai Primus, pescando a piene mani dalle tradizioni folkroriche e completando il tutto con una certa attitudine teatrale; l’album scorre piacevolissimo, si fa apprezzare sia per i ritornelli melodici che si piazzano in testa (“Miscuote…mincanta”) sia per momenti più sperimentali e psichedelici.
Si tratta forse del miglior lavoro che mi sia capitato di recensire, e credo di poter affermare che Il Maniscalco Maldestro sia attualmente una delle realtà più originali ed interessanti presenti nel nostro paese; e spero che qualcuno si accorga di loro, e spenda le proprie energie per gruppi del genere, talenti veri, piuttosto che mettere l’eyeliner al gruppettino che sei mesi fa suonava alla festa della birra di Travedona Monate e presentarli come “il nuovo gruppo strafigo che suona punk e minchia sono fighissimi, c’è pure il bassista coi dread”. Ma per favore.
Tracklist:
1. Miscuote…mincanta
2. Carta Stagna
3. Metamorfosi Plausibile
4. Ego
5. L’età del bisturi
6. Fase 5:metabolismo
7. Animadolosa
8. Geometria Affabile
9. Giro Immobile
10. 8 di mattina
11. Distanze
12. Silenzio di Cartapesta