Provate ad immaginare: binari che si intrecciano mentre il sole tramonta alla periferia di Milano, in quella specie di terra di nessuno dove riposano i treni, dove non è già più città ma non è ancora hinterland; oppure uno di quei paesaggi piatti nella bassa padana, tra Pavia e Cremona, in un’assolata domenica di Luglio.
Perchè i Ninive sarebbero la colonna sonora ideale di questi paesaggi: il loro è un folk sonnacchioso, sognante, fatto di chitarre acustiche, pianoforte ed armonica a bocca, sottofondo ideale di un pomeriggio passato a non combinare nulla. Dalla loro hanno di sicuro un gusto invidiabile per gli arrangiamenti ed una grancura per i particolari, ed una produzione eccellente; la voce è in effetti un po’ impostata, e si sente che sono cresciuti a pane e Neil Young, Mark Lanegan, Nick Drake eccetera, ma bisogna considerare che hanno vent’anni e questo è il loro primo lavoro, si sentono trentacinquenni che si spacciano per cantautori folk e avrebbero solo da imparare.
In definitiva, “Questo disco non esiste” è decisamente un buon esordio, non per tutti (dovete amare un certo tipo di atmosfere, altrimenti vi spaccate il cazzo dopo due pezzi) e con qualche particolare da aggiustare, ma i Ninive sono partiti col piede giusto e hanno molto tempo per migliorare ed affinarsi.
Tracklist:
01 - Ghita
02 - Santa pigrizia
03 - Bonne nuit
04 - Cane in polvere
05 - Black Jesus
06 - Muffa
07 - Miss Sadness
08 - Nutriente
09 - Bluesfurwenigamie
10 - Drum (fine selected tobaccos)
11 - Ossa