Ottimo esordio per i Three Steps to the Ocean, gruppo di recente formazione che propone un post-rock strumentale figlio dichiarato di Isis, Mogwai e Pelican; i tre pezzi che compongono l’ep non si discostano di molto dai paradigmi del genere - forse l’aggiunta di alcuni suoni elettronici che possono ricordare alla lontana i 65 days of static, citati tra le loro influenze - ma ne propongono una versione personale di grande qualità, a partire dai suoni e dalla produzione eccellenti.
I titoli delle tracce fanno pensare ad un tema comune sviluppato lungo i tre “movimenti” in cui è strutturato l’ep, una sorta di concept, che trasporta l’ascoltatore dalla riva del mare al mondo sommerso: il passaggio è graduale, le atmosfere partono dilatate, la sensazione è effettivamente quella di avvicinarsi a qualcosa di immenso ed oscuro: “Last Breath Of Air”, che compone dichiaratamente un dittico con la prima traccia ( “Oceanside” ) innervosisce le dinamiche, il tema è iterato dall’inizio in maniera ossessiva, l’aggiunta progressiva e costante di piccoli particolari fa crescere la tensione musicale; l’atomsfera cresce e decresce, i riff si rincorrono e ritornano, cambiano forma per generare qualcosa di nuovo.
I dieci minuti abbondanti di “Submerged Universe” chiudono degnamente il lavoro, creando paesaggi sonori emozionanti che raramente ci si potrebbe aspettare da un gruppo di così recente formazione. IThree Steps to the Ocean costituiscono una gran bella sorpresa, e non mancheremo di tenerli d’occhio, in attesa di poterli vedere dal vivo.
Tracklist:
1. Oceanside
2. Last Breath of Air
3. Submerged Universe