E’ quando si sente un demo così diretto e convinto che ci si rende conto che gente come Vasco Rossi e Ligabue non sono i pochi eletti con la bacchetta magica e che il rock italiano continua a palpitare anche nell’underground. Ed è sentendo un gruppo che mischia l’irriverenza dei Litfiba, a sonorità moderne che strizzano l’occhio a Subsonica e Muse, si capisce che le possibilità di questo ensemble napoletano sono grandi. Il punto di forza dei pezzi dei Benzina è l’estrema convinzione nell’esecuzione, portata da una musica granitica unita a una voce poliedrica.
I testi dei sei brani che compongono il demo mischiano un controverso senso di rassegnazione, di libertà rubata, a una forte volontà di riscatto, espressa come critica rivolta a una società alienante colpevole di una forzosa perdita di libertà. Il demo è accompagnato da una peculiare frase di denuncia, contro “chi si sta prendendo la città” (Napoli), frase che non lascia fraintendimenti e fa comprendere a gente che vede la realtà napoletana dall’esterno, il malcontento generale di chi la vive.
Dopo più di sei anni di esperienze live a fianco di nomi eccellenti come Piero Pelù e Jovanotti e aprendo concerti a gruppi come R.E.M. e Jamiroquai, i Benzina hanno sfornato questo secondo demo, come avvertimento per il primo album di prossima uscita. E di avvertimento io parlo, perché è arrivata l’ora di dar fuoco alle ceneri e lasciar bruciare la benzina.
Tracklist:
01 - Mai (3:47)
02 - Lasciami (4:01)
03 – Io Passo (4:13)
04 - Replay (3:55)
05 – Non Sei Più Tu (4:06)
06 - Inossidabile (4:00)