Un viaggio indietro nel tempo di trent’anni , per riportare alla luce e far rivivere quello che è stato dei Clash . Quella di sabato è stata una serata interamente dedicata al ricordo e alla memoria di una band che ebbe un forte impatto non solo musicale ma anche culturale.
Verso mezzanotte i Linea , da Milano , iniziano a suonare il loro combat-rock ,in pieno stile Clash . I testi dei pezzi suonati, “stesse madri”, “luci sul cantiere”, “frontiera”… rivelano un forte legame con la realtà e la vita quotidiana, così come Bernie, roodie dei Clash, raccomandava loro di scrivere ciò che accadeva intorno, ciò che sentivano importante e di non scrivere canzoni d’amore.
Non mancano certamente le cover e pensieri dedicati ai Clash e in particolare a Joe Strummer. Dopo circa una mezzora di live-set , tocca ora ai Clampdown, cover band da Bologna. Si incomincia subito con “Complete control”, “London calling”, “London’s burning”, “Should I stay or should I go”, “White man in Hammersmith Palais” con il suo ritmo trascinante, la musica scorre tra inflessioni reggae e accelerazioni punk senza sosta . Le poche persone presenti, giovani e non, non si lasciano intimorire, si canta e si balla fino all’una e mezza passata di notte.
Tutto termina con la cover di “I fought the law” cantata dai Clampdown insieme ai Linea.