“Tra Serpi e Favole”, primo full-lenght dei Kilt, arriva ad un anno di distanza dall’ ep “Fuori dal gioco” e ne è una versione estesa (sono presenti tutte le tracce del precedente lavoro tranne “Tieni Duro”); la continuità stilistica col primo mini è evidente, e resta valido il discorso fatto nella precedente recensione, dove sottolineavo che i Kilt hanno senza dubbio un’ottima capacità tecnica ed un buon songwriting, qualità rese però vane da una scarsa originalità. Immaginando di ascoltare questo disco ignorando completamente l’esistenza di gruppi come Incubus (su tutti), Red Hot Chili Peppers e Audioslave, probabilmente si rivelerebbe un ottimo album con bei riff tirati, buon senso melodico e sonorità ottime; tuttavia quello risulta in realtà non è altro che un sapiente frullato di “Morning View” , “BloodSugarSexMagik” e “Audioslave” . Il che non è totalmente un male: ai fan di queste tre band e agli appassionati di queste sonorità in genere potrebbe piacere molto, perché comunque i Kilt ci sanno fare; il fatto è però che il citazionismo (a tratti davvero esplicito) difficilmente li farà emergere come realtà indipendente, ma verranno sempre visti come “quelli che ricordano i Red Hot / Incubus / Audioslave”.
Tracklist
01 - Calma lineare
02 - Tra serpie favole
03 - Contatti 0
04 - Ricomincio a stento
05 - Strega
06 - Sprazi di nostalgia
07 - Geisha party
08 - Decandenza quotidiana
09 - Nicola dorme poco la sera