I Ninive nascono in Molise nell'Aprile 2003, in una vecchia soffitta lontana dal capoluogo. Questo recita la piccola Bio pervenutami assieme al demo in questione, intitolato IOES, sulla cui copertina sono tratteggiati due ragazzi pronti a pugnalarsi alle spalle a vicenda, mentre un bacio, al centro della scena, sembra quasi schioccare sospeso tra le labbra. Il tutto su sfondo azzurrino, tendente però al grigio. Direi che questo basta per farsi un'idea dell'atmosfera del demo: quella "vecchia soffitta lontana dal capoluogo" emerge prepotentemente nel primo pezzo, che si presenta col titolo di Improvvisa Notturna, in cui il piano rilegato quasi in sottofondo rappresenta un ideale fil rouge tra le liriche cantate da Daniele Marino ed il passaggio noise-friendly che torviamo a meno di un minuto e mezzo dalla canzone. Qui è il buio ad essere protagonista, le tenebre avvolgono le chitarre riecheggianti, il basso si confonde con sospiri e mormorii. Il secondo brano tratta invece di streghe edinquisizione, con un testo che sembra uscito dal Malleus Maleficarum: ecco apparire richiami legati a festività neopagane ed al modus operandi del tribunale di cui sopra: fuoco e "nere anime" si tramutano in cenere per l'espiazione delle colpe. Disorta spicca invece per la sua elaborata costruzione: le parole sembrano rarefatte, la batteria spiazza con un deciso cambio a due minuti dall'inizio. Da questo punto in poi i Ninive trascinano l'ascoltatore verso un vortice di follia unito ad una spirale di dolcezza: complici in tal caso le tastiere di Arianna, che in mezzo a tanto caos aggiungono un pizzico d'amore che solo un tocco femminile sa dare. Il pezzo finale, Il Non Luogo rappresenta un'ottima chiusura per una band che, al momento, lascia quantomeno intravedere capacità e talento non indifferenti. I pochi punti a sfavore di IOES riguardano le chitarre (in questo caso la qualità della registrazione non è assolutamente soddisfacente), alcuni passaggi delle tastiere che paioo eccessivamente retrò, ed in piccola parte la voce di Daniele, fin troppo ispirata a quell'Alberto Ferrari ed ai Verdena stessi a cui i Ninive sembrano dovere molto. D'altra parte l'elaborazione dei testi e le parole a tratti gridate, a tratti sussurrate, mi fanno ben sperare nei confronti di un cantante che preferisce il pulito al grattato e dimostra di avere un quid. Come ho già detto, IOES lascia solamente intravedere quello di cui sono capaci questi quattro ragazzi molisani.
Tracklist:
01 - Improvvisa Notturna
02 - Margharet
03 - Distortia
04 - Painless
05 - Il Non Luogo