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Arrivarono i ’60, e fu la rivoluzione. I ’70, e fu la contestazione. Gli ’80, la riscoperta dei sintetizzatori. Poi i ’90, emerge la cool britannia e cresce la febbre del brit pop.
Il nuovo millennio promuove un metodo di produzione e lo innalza a genere; la parola sulla bocca di tutti è indie. Ancora una volta da Albione si dettano le regole e dal paese del sole si cerca di dire la propria, ma le esperienze valide e degne di nota si contano sulle dita di una mano.
I Chimps si presentano al paese dei cantautori come una band dalle influenze new wave, indie rock e, fin qui, Road to…, primo Ep del quintetto di Siracusa, non tradisce le aspettative; gli ingredienti ci sono tutti.
L’opening track Catch A Dream dimostra come le chitarre abbiano ben seguito i dettami Uk; la struttura della canzone rispetta il giusto alternarsi di intro, strofa, ponte, ritornello e outro, ma i tre minuti abbondanti della track trascorrono senza che avvenga nulla in grado di catturare l’attenzione.
One two three, star. Ci siamo, le chitarre, ancora una volta, convincono, la batteria scandisce con decisione ritmiche interessanti ed anche il basso lavora bene. Manca qualcosa.
Non ho il tempo per rifletterci a lungo, i riff di chitarra cedono il passo all’arpeggio introduttivo di Rainjune, l’atmosfera cambia e la ballata svela l’ingrediente mancante della ricetta made in italy: la creatività.
La giovane età del batterista (classe 1992), regala spunti singolari che non sembrano, però, essere colti dal frontman, il quale prosegue su linee vocali poco personali, non innovative e scivolando sull’atmosfera di ghiaccio creata dall’imbarazzante pronuncia inglese.
In Another Place conferma le mie precedenti impressioni e conduce all’anonima fine dell’ Ep.
Una riflessione si fa spazio e capisco quanto sia semplice vivere di invenzioni e trovate altrui, riadattarle, suonarle come fossero proprie. Spesso portano a risultati interessanti e con un po’ di fortuna possono regalare anche delle soddisfazioni. Questo, però, a patto che si accetti di restare uno dei tanti numeri, senza dare un reale contributo alla crescita, all’innovazione.
I primati, in Inghilterra, sono arrivati e, pur se sotto le mentite vesti di Arctic Monkeys, hanno portato un caldo vento carico di idee, di proposte.
Strade aperte verso l’evoluzione quindi, qualcuno se la sente di percorrerle?
Tracklist:
01 – Cathc a Dream (3:37)
02 – One Two Three, Star (4:12)
03 - Rainjune (3:56)
04 – In another Place (3:44)