Una variazione dello ska anni novanta con hard rock al posto del punk. Potrebbe essere interessante come qualunque idea strana se non fosse che il gruppo non riesce ad amalgamare i due input e si limita a mixarli passando dall'uno all'altro senza soluzione di continuità. Ad esempio, suonano in levare la strofa di "Man who sold the world", cover di David Bowie ripresa anche dai Nirvana, incollano un riff metal slegato da quanto succede prima sul ritornello e chiudono in modo confuso con un basso in slap e riprendendo il tema principale. Nel momento in cui dovrebbe succedere qualcosa finiscono la canzone ex abrupto, lasciando l'ascoltatore con un senso di insoddisfazione. La sensazione si ripete per tutti i brani di "The Unders' tales". É come quando si trova una soluzione per un problema che sembra geniale ma poi non si sa come realizzarla. I The Unders decidono di accontentarsi della prima parte e farci un disco compensando con molta potenza - è difficile non saltare sulla parte finale di "Don't you give up". C'è qualche idea non originale ma divertente come in "L'esaurito" o "Grow" ma in generale il livello è standard al punto da essere al di là del bene e del male. Forse l'intento del gruppo era proprio non permettere di farsi una idea immediata però in tal caso avrei riascoltato il disco fino a che non l'avessi capito. Invece l'ho chiuso in un cassetto e non voglio più neanche vederlo.
Tracklist:
01 - Intro (0:50)
02 - The Legend Of The Pirates (5.05)
03 – Come In To Play (3:57)
04 - Drug (2:48)
05 - L'Esaurito (4:02)
06 – I Want Your Sex (3:20)
07 - Grow (3:47)
08 – Don't You Give Up (3:42)
09 – Love And Blues (3.01)
10 – Man Who Sold The World (2:44)
11 - L'Illusionista (4.25)
12 - Myself (5:57)
Aggiunto: December 17th 2007 Recensore:Threemileisland Voto: Link Correlati:Myspace Hits: 121 Lingua: