Opera al Nero. Ovvero Noir, minimalista in ogni suo aspetto ed anchè un pò Zen.
Inserisci il disco nel lettore, Total Running Time che si attesta sui trenta minuti circa. Quattro canzoni. Sai già cosa ti aspetta.
Nel momento in cui scrivo la definizione di Post Rock è ancora piuttosto confusa. Si tende a definire post chi non lo è. Col risultato che ultimamente non si può nemmeno fare un buon Robot Rock senza essere erroneamente accostati a quella che, insieme al Metal-Core (et similia), pare essere la moda musicale del momento. Entrambe condividono una serie di codici, un capo ed una coda ben precise. Il Post Rock si fonda sul sistema del canovaccio: parte da un ristretto numero di elementi base, peraltro comuni alla maggior parte dei gruppi post e lo integra con improvvisazioni al limite della ripetitività (senza sfociare nel Drone). Vi starete chiedendo se questo genere musicale funziona più o meno come l'antica Commedia dell'Arte. Non proprio.
Quando l'improvvisazione viene ripetuta dal vivo non è più il caso di chiamarla tale. Diventa piuttosto una pedissequa riproduzione della controparte digitale.
Gli Orbe si definiscono prima psichedelici che post. La commedia dell'arte si estinse nel 1789 per volontà dei Giacobini, che durante il Periodo del Terrore bandirono il travestimento carnascialesco per timore di atteggiamenti controrivoluzionari. Lèviamo ordunque le maschere, qui di psichedelico c'è ben poco! A parte un fastidioso -nel'accezione artisticamente valida del termine- intro all'altezza di Aleph, farcito di frequenze disturbate e segnali acustici sbiaditi. L'attacco lo si definirebbe al fulmicotone, non fosse per la qualità della registrazione che, nei momenti più affollati, inficia la validità del brano sul piano intellettuale. Geniale il passaggio a 4:21, un pò meno la coda. Roshli Mala è l'altro grande pezzo di questa produzione. Undici minuti meno sei secondi, un traguardo non da poco. Per l'ascoltatore, si intende. L'atmosfera si fa più intima, distante parsec dalla carica animalesca del pezzo precedente. Le chitarre riecheggiano nel Noir che vi circonda, le note cadono leggere come petali. Anzi, fredde come fiocchi di neve. Si sfaldano qualche secondo più tardi, come le immagini di un passato che non riuscite a ricordare.
Sinonimi e Nulla E' sono facilmente dimenticabili. Banali in primo luogo, soprattutto impersonali e per giunta modaiole. Viste le capacità del gruppo novarese, non esiterei a definirle vere e proprie cadute di stile.
Orbe in latino era prima di tutto il mondo: l' orbis terrarum, il pianeta Terra. In seguito la parola venne utilizzata anche per descrivere un'orbita, un circolo, un ambito. Come quello del Post Rock, in cui il quintetto si trova ad agire. E non c'è che dire, ha fatto bene i compiti a casa.
Ma soltanto quelli.
Tracklist:
01 - Aleph
02 – Roshli Mala
03 – Sinonimi
04 – Nulla E’