Gli abruzzesi Panic Mode nascono a L’Aquila nel gennaio del 2005. Il gruppo è composto inizialmente da Luigi Vespasiani (voce), Francesco Pantani (chitarra), Edoardo Gaudieri (basso) ed Edoardo Giammaria (batteria). Nel 2006 entra a far parte della band Alessio Coletta (seconda chitarra). I Panic Mode suonano thrash metal duro e puro, possente e diretto come la scuola americana anni ‘80 insegna (Metallica,Testament,Slayer), flirtando inoltre qua e là con le evoluzioni ora più strutturalmente complesse ora più estreme del genere. Il combo mostra con questo demo autoprodotto (registrato in circa tre mesi e pubblicato nella primavera dello scorso anno) una tecnica notevole, dando vita ad un concentrato di pura violenza sonora. A causa della produzione artigianale risulta comunque penalizzato il suono del basso, inudibile per tutta la durata dell’ascolto. Notevole d’altro canto il lugubre artwork che si riallaccia al tema del suicidio presente nel pezzo di chiusura: Sins. L’Intro sembra uscire direttamente da un album dei Pantera. Un riff granitico che si dipana nel corso dei due minuti che servono da preludio alle atmosfere cupe e rabbiose del demo. Brano forse un po’ troppo ripetitivo. Una repentina accelerazione thrash old-school introduce alle atmosfere malate di V3nom Hunt , brano ritmicamente più vario del precedente. L’aggressiva e rauca voce di Vespasiani si mantiene sempre al confine tra un timbro melodico di fondo e la rabbia tipica del metal più estremo. Tracce death appaiono nella brutale sfuriata iniziale di 1 Shot 1 Kill, prima che il brano si trasformi in un’ennesima, seppur varia ed efficace, cavalcata thrash che vanta un valido e trascinante chorus che si stampa prepotentemente in testa. Chiude il lavoro la già citata Sins, il brano più esteso e composito del lotto dove i cinque musicisti si destreggiano tra riff pesanti come macigni, molteplici cambi di tempo e ritmiche di batteria schiacciasassi. Di scarso interesse i testi che si rifanno ai soliti macabri cliché del genere triti e ritriti.
In definitiva niente di nuovo sotto il sole, ma il demo dei Panic Mode risulta essere un buon lavoro che per gli appassionati del genere risulterà estremamente apprezzabile.