I Luther Blissett sono una band fantasma: nel periodo in cui anche i peggio sfigati hanno sito ufficiale, myspace e pagina su last.fm, loro sono praticamente irreperibili, eccezion fatta per una breve descrizione sul sito dell’etichetta per cui escono, la Vacation House records.
Ed il paradosso cresce a dismisura quando, fin dalle primissime battute di “Narcoleptic Surfers”, si capisce che i Luther Blissett ne sanno davvero: una bella sberla hardcore/stoner, chitarre sparate e voce passata alla grattugia. Qui non si tratta semplicemente di pestare: il grosso pregio di questo album è un’abilità invidiabile nel dosare i momenti più chiaramente aggressivi con passaggi maggiormente complessi e studiati, senza però perdere la sensazione di essere lanciati su una Camaro guidata da una specie di Pepper Keenan particolarmente allegro e con velleità autodistruttive.
Per fare qualche paragone, si potrebbero tirare in mezzo – appunto - i Corrosion Of Conformity (nella fase di passaggio dall’hardcore allo sludge, diciamo il periodo Blind/Deliverance) e, per restare in ambito italiano, i Super Elastic Bubble Plastic, più per retroterra comune che per ispirazione diretta.
Fa soprattutto piacere vedere come ci sia gente che, pensando semplicemente a suonare e senza perdere tempo a “addare gli amichetti”, sia stata capace di tirare fuori un primo lavoro così valido, inserendosi secondo me nel “filone di resistenza” di musica italiana valida (Il teatro degli Orrori, SEBP, El Thule, i nomi per fortuna non sono pochissimi), nella speranza che Charlie, facendo il surf, caschi in acqua e anneghi.
Tracklist:
01 - No Sense Makes Sense
02 - L & B
03 - H-bomb Downtown
04 - The Unborn
05 - Evil to the End of the Road
06 - Borderline
07 - Pay to Play
08 - Justice Enterprise
09 - Lemon Ink
10 - The Funeral Parade