Eccoci qua con i TOMYDEEPESTEGO, un combo di quattro elementi, proveniente da Roma, assolutamente post-rock. Post-rock, perché?
Lo si capisce dopo un minuto della prima canzone, “Euskadia”, in cui l’effetto Pelican fa da padrone. Lo si deduce, vedendo che nella formazione è totalmente assente una parte vocale. Ce ne si convince accorgendosi della durata dei pezzi (tra gli otto e gli 11 minuti). Dopo queste premesse, devo dire che un piccolo sospetto mi aveva insidiato. Ovvero, avranno qualcosa di nuovo da dire, stando a questo genere ormai pieno di clichè?
La mia sfida è stata ascoltare il disco tutto di fila, in cuffia e prestando la maggior attenzione possibile; attenzione che tuttavia è durata circa fino alla quarta traccia, ovvero metà del disco.
L’ascolto mi ha fatto notare la perizia dei quattro romani, lo stile controllato e studiato, mi fa spezzare una lancia in loro favore.
D’altra parte devo dire che pezzi così lunghi e solo strumentali finiscono per rendersi ripetitivi o per andare a perdersi. Allo stesso modo con cui si è perso il mio interesse.
La quinta traccia, “Liver”, addirittura ha un finale così brusco che fa pensare che gli stessi TMDE, giunti a 11.38 minuti abbiano troncato il pezzo, scoprendo di non sapere dove stessero andando a finire.
La fine dell’avventura viene segnata da “Crepuscolo”, brano a mio avviso molto bello, i cui effetti e il mixaggio danno proprio l’idea di un tramonto, come qualcosa che scompare e si dissolve senza lasciare traccia.
Il titolo del disco sembra suggerire di trovarsi di fronte a un’epopea, la cui fine è difficile da raggiungere, a meno che il vostro ascolto sia non troppo attento, diciamo sovrappensiero. In quel caso potreste ritrovarvi nel bel mezzo di un trip post-rockoso. Forse neanche quello.
Tracklist:
01 - Euskadia (8:58)
02 - Mizar (11:27)
03 – Ius Primae Noctis (2:30)
04 - Renovatio (8:59)
05 - Liver (11:40)
06 - Tora (11:13)
07 - Mediterraneo (6:04)
08 - Crepuscolo (4:29)