"Air Signs sono i segni nel cielo, nell’aria, nel luminoso etere che ci circonda. Quando dico che "noi tutti vedremo i Segni" intendo dire che tutti noi abbiamo la possibilità di tornare ad ascoltare noi stessi, il mondo, la natura, lo Spirito: riconoscendo i segni, capiremo che non siamo soli e che siamo qui per una ragione." (Alex Lupi)
Gli Air Signs nascono nel 2003 a Milano per iniziativa di Alex Lupi (“Lupo”, vocalist e autore/compositore), allora appena diciassettenne e appena diplomatosi in canto presso la Nam di Milano dopo avere inoltre sostenuto con successo l’esame in Armonia e Arrangiamenti, generalmente riservato agli strumentisti. Il primo album risale al Maggio 2007. Nel settembre dello stesso anno nasce la line-up definitiva che vede oltre a Lupo, Martino Meda (“Marti”, chitarre), Fabio Visocchi (“Veezo”, tastiere), Francesco Secchi (“Fracoz”, basso), e Alessandro Grassi (“Fogs”, batteria). L’omonimo EP risale al gennaio del 2008 ed è stato registrato presso gli Overdrive Studio di Milano.
Nonostante le ambizioni sperimentali dichiarate e l’emergere nelle armonie delle sterminate influenze accumulate dai cinque membri (influenze rock ed oltre), l’originalità per ora fatica ad imporsi e domina su tutto la classica e tradizionale forma canzone. Tuttavia il pregio dell’EP risiede nell’effettiva buona qualità dei singoli brani dove dominano atmosfere tese e cariche di pathos e il timbro caldo e tenoriale di Lupo. Un breve e cupo arpeggio introduce Hysteric Fire, brano di apertura costruito su un bel riff hard rock sostenuto e nervoso che si snoda in un classico saliscendi, ma che risulta melodicamente interessante. Aggressivo e grezzo, con un assolo semplice, ma espressivo e tagliente, il brano accelera e rallenta risultando coinvolgente e vario. Brano non troppo originale (ricorda a tratti i Black Sabbath), ma decisamente incisivo. Un inquietante tappeto di tastiere e un lontano cinguettio di uccelli introducono Everything’s A New Dream, completamente differente dal precedente, dall’atmosfera fiabesca e boschiva, ballata arpeggiata che si apre in un ritornello malinconico e sognante. Un intenso pezzo di rock classico, che risulta il migliore dell’EP. Il pezzo successivo, Universe, semielettrico e abbellito da singhiozzanti tastiere mai invadenti, presenta anch’esso le apparenze del lento, ma più drammatico e malinconico. Utilizza voce e strumenti effettati e si snoda verso il coinvolgente climax finale dove le chitarre esplodono e il brano sale d’intensità. Su tutto domina il falsetto di Lupo, di cui si serve per il registro alto. Brano di vago sapore intellettuale che non risulta comunque pedante. Maggiormente ritmato, sintesi di calma e rabbia, è The River, che non aggiunge nulla a quanto detto (e ascoltato) in precedenza e che risulta il pezzo più scontato del lotto. Ricorda il Neil Young più elettrico.
L’EP purtroppo soffre parzialmente una produzione estremamente grezza che rende un po’ troppo secco e a tratti piatto il sound, ma le capacità e le idee, specialmente nel trittico di brani iniziale, ci sono e anche di distinta qualità. Il rock degli Air Signs è certamente (e per ora unicamente) gradevole ed intelligente. Da tenere d’occhio in futuro se la creatività saprà essere liberata e sfruttata a fondo.
Tracklist:
01 – Hysteric Fire (3:45)
02 – Everything’s A New Dream (5:10)
03 – Universe (5:27)
04 – The River (3:42)