I Maestri dell'Ozio sono probabilmente il gruppo pi? interessante che mi ? capitato di recensire: la loro musica affonda nella ricca scena progressive italiana degli anni '70 (su tutti, Area, Premiata Forneria Marconi e Banco del Mutuo Soccorso), di cui per? danno una versione pi? cantautorale, priva degli sperimentalismi pi? estremi tipici del periodo. Del prog rimangono le sonorit?, gli argomenti strani trattati nei testi (l'incontro con un lavavetri in "scambio di vite") e un certo gusto per cose come sovrapposizioni vocali varie.
Le prime tre tracce del demo hanno esattamente le caratteristiche di cui sopra: stampo decisamente progressive, ma sempre rispettando e mantenendo la forma-canzone.
Il rischio di cadere in sperimentazioni a volte noiose o in code strumentali fini a se stesse in questo genere ? sempre in agguato, ma i Maestri se ne guardano bene: gli episodi migliori, a mio avviso, sono "il senso di un verso", una ballad acustica con un testo molto bello e non scontato (parlare d'amore non ? mai facile, o si crolla in banalit? alla Gigi D'Alessio, o bene che vada in complicati intellettualismi alla Battiato, nel tentativo di darsi un tono), e la conclusiva "un maestro dell'ozio". Gran bel pezzo, divertente, ottimamente suonato (come il resto del disco), che ricorda molto, ma non copia, i mitici Area di Demetrio Stratos.
Considerando la scena musicale underground italiana di oggi, per quello che mi sta capitando di sentire e conoscere, i Maestri dell'Ozio sono delle vere e proprie mosche bianche, capaci di fare della musica tecnica e non banale, senza cadere nell'automasturbazione (quanto siamo bravi! Quanto siamo tecnici! Quanto siamo strani!)
Tracklist
1. Scambio di vite
2. Brutti incontri
3. Circolo vizioso
4. Il senso di un verso
5. Fine di un artista
6. Fase pre-sonno
7. Un maestro dell'ozio