Moonspell - Extint

Mai avrei pensato di tornare a parlare bene di un disco dei Moonspell, prima di aver ascoltato Extinct.  Dopo la serie di capolavori iniziali inanellati senza sosta, dall'EP Under the moonspell a Darkness & hope qualcosa si era rotto. La causa? Probabilmente il voler cavalcare a tutti i costi l'ondata revival che ha colpito e cristallizzato il metal nel terzo millennio, più probabilmente un'improvvisa scarsezza di idee.  Sta di fatto che dopo Darkness and hope abbiamo assistito ad una serie di dischi senza infamia né lode, ma soprattutto senza quella voglia di osare che li aveva contraddistinti negli anni '90.  Si perchè dopo i primi passi nel black/doom è stato chiaro fin dall'immenso Wolfheart che la corazza di metallo andava stretta ai lusitani, ed è proprio quando se la sono tolta del tutto che è sbocciata la classe: Irreligous, Sin/Pecado, Butterfly effect e Darkness and hope dimostrano questa tesi.
Poi però da The Antidote ad Alpha noir è tutto un manieristico riciclarsi senza una direzione ben precisa e, quel che è peggio, con scarsi risultati.
Finalmente però qualcosa è scattato di nuovo, ed Exctinct è il risultato di questa ritrovata creatitività. I loro anni '90 avevano sorpreso per la straripanza di idee e soprattutto per la facilità con la quale cambiavano pelle disco dopo disco.
Exctinct è un po' la summa di quegli anni, in particolare il periodo Darkness and hope, con in aggiunta una ritrovata freschezza compositiva e la loro inconfondibile voglia di soprendere in tutte le direzioni possibili.  Attenzione, probabilmente Extinct non verrà ricordato come un capolavoro assoluto, e probabilmente mancano qui pezzi che nei dischi citati si scolpivano nel cervello al primo ascolto.
Insomma in Exctinct non ci sono Opium, Of dream and drama o Second skin, ma c'è di nuovo qualità, personalità e la loro inconfondibile classe. 
Si susseguono così tutta una serie di pezzi che funzionano alla grande, dal poker iniziale alla conclusiva La baphomette, che portano con sé un bagaglio di sinuosa immediatezza teatrale sensualità, e assoli ispiratissimi assolutamente all'altezza del pesante logo in copertina.
 
Bentornati e obrigado!
 
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